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Albergatori: fate sentire la vostra voce a Palazzo Marino!

Diventare forti come i tassisti nel difendere i diritti della categoria

Leggo spesso sui giornali e sui social network che la categoria dei tassisti fa risuonare alta e forte la sua voce quando si tratta di difendere le prerogative del proprio lavoro nei confronti delle multinazionali, come Uber e dei conducenti con licenza NCC (Noleggio Con Conducente).

Un tassista “intelligente”, giorni fa, mentre mi trasportava, ha detto: “Uber e gli NCC possono rivendicare ciò che ritengono giusto, purché non si mettano a fare il NOSTRO lavoro!”. Condivisibile.

Anche gli albergatori rivendicano diritti paragonabili a quelli dei tassisti, nei confronti delle case vacanza e delle multinazionali, AirBNB in testa.

Le rivendicazioni degli albergatori

Gli albergatori sostengono che le case vacanza non sono soggette alle stesse normative e tassazioni degli hotel, creando una disparità competitiva. Per questo chiedono una regolamentazione più rigorosa degli affitti brevi, incluso l'obbligo di registrazione e il rispetto degli standard di sicurezza e igiene.

Esprimono preoccupazione per l'impatto del turismo di massa generato dagli affitti brevi sulla sostenibilità delle città, inclusa la congestione del traffico e il deterioramento della qualità della vita per i residenti.

Gli albergatori – non ultimo - chiedono che anche le piattaforme di affitto breve contribuiscano equamente alle tasse turistiche e alle imposte locali, similmente agli hotel.

Dal punto di vista sociale, i proprietari e i gestori degli hotel rivendicano il merito di generare posti di lavoro stabili e regolamentati, mentre il fenomeno degli affitti brevi non offre lo stesso contributo occupazionale e spesso si basa su lavoro non regolamentato.

In effetti, è risaputo che la crescita degli affitti brevi contribuisce all'aumento dei prezzi degli immobili e degli affitti, rendendo difficile per i residenti trovare alloggi a prezzi accessibili. Si veda tra tutti il caso emblematico delle recenti decisioni del sindaco di Barcellona (il link negli argomenti correlati).

Il caso della tassa di soggiorno.

Nello scorso mese di marzo (2024), insieme al consigliere comunale Francesco Rocca, mi sono fatto promotore di un’interrogazione alla Giunta del Consiglio Comunale di Milano, che chiedeva “quanto è stato incassato e come sono stati destinati i proventi della tassa di soggiorno negli anni 2022 e 2023”.

Nella discussione inerente ai risultati della risposta data dal Comune, avvenuta il successivo 26 marzo a Palazzo Marino, presenti albergatori e associazioni di categoria, sono emersi molti dubbi: mancanza di trasparenza sull’incidenza dell’evasione e sul contributo forfetario dovuto dal colosso degli affitti brevi AirBnB, mancanza di strategia da parte del Comune di Milano nel supportare e incentivare la gestione di flussi turistici con i proventi della tassa, nulle o quasi le spese per il marketing e la promozione della città.

Fate sentire la vostra voce: gli strumenti ci sono

Inizia in questi giorni la stagione dell’assestamento di bilancio a Palazzo Marino, con la conseguente opportunità, per i gestori e i proprietari delle strutture ricettive alberghiere, di proporre emendamenti, ossia richieste, per destinare risorse a voci di spesa fortemente localizzate, come ad esempio (ma non limitatamente ad esse), l’installazione di telecamere di sicurezza, sistemazione di aiuole e spazi pubblici adiacenti agli hotel, riqualificazione degli spazi, rifacimento del manto stradale, nuova segnaletica.

Tutti gli albergatori che desiderassero far pervenire le loro richieste, possono scrivermi a danilo.molaschi@bookingmyhotel.it, per vederle recapitare agli organi competenti e ricevere, come tradizione di questa redazione, il report dei risultati concreti che si saranno ottenuti.

Albergatori: fate sentire la vostra voce, organizzandovi come fanno altre categorie di imprenditori indipendenti, dalle quali dovete prendere esempio. Partecipare alla costruzione della democrazia è un diritto, ma prima di tutto è un dovere. Come diceva il compianto Giorgio Gaber: “Libertà è partecipazione!”

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