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Il turismo esperienziale in Italia: tendenze e nuove prospettive

Negli ultimi anni, il turismo esperienziale ha conquistato un segmento significativo tra le preferenze degli italiani, attratti dalla possibilità di scoprire destinazioni poco note e immergersi in esperienze uniche. Questo tipo di turismo offre un'alternativa ai tradizionali viaggi in spiaggia o alle visite nelle città d'arte, promuovendo un contatto più autentico con la natura, la cultura e il folklore locali.

Secondo il report "Strade itinarranti. Mappe, pratiche e percorsi del turismo esperienziale" condotto dal Certa dell’Università Cattolica di Milano, il 75% degli italiani ha intrapreso almeno un viaggio di questo tipo nell'ultimo anno. Il turismo esperienziale attira in particolare i giovani, con l'83% dei viaggiatori tra i 18 e i 34 anni coinvolti in questa forma di turismo.

Questi viaggi sono caratterizzati da una durata breve o media, con soggiorni che vanno da tre a sette giorni e una spesa media di circa 854 euro. L'obiettivo principale dei turisti esperienziali è il desiderio di rigenerarsi e staccare dalla routine quotidiana, seguito dalla voglia di dedicarsi a sé stessi e sperimentare nuove esperienze.

Le mete preferite variano in base al tipo di esperienza ricercata: il Sud e le Isole attraggono chi è interessato a percorsi religiosi, sapori locali e benessere, mentre il Centro è scelto per il turismo culturale e il Nord per quello sportivo. Il turismo esperienziale offre anche l'opportunità di destagionalizzare l'offerta turistica, con attività stimolanti anche in primavera e autunno, contribuendo così a ridurre l'overtourism.

La promozione di questo tipo di turismo avviene attraverso una combinazione di canali tradizionali e innovativi, come passaparola, pubblicità televisiva, social media e podcast. L'obiettivo è trasformare l'esperienza turistica in un brand riconoscibile, capace di attrarre visitatori durante tutto l'anno.

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